INSIGHTS

All’alba del mobile payment, gli italiani restano attaccati al “soldo”
Notizie

All’alba del mobile payment, gli italiani restano attaccati al “soldo”

Era l’anno 1950 quando negli Stati Uniti Diners Club lanciò sul mercato la prima carta di credito, pensata inizialmente per pagare il conto nei ristoranti di New York. Evento che è diventato poi l’incipit di una rivoluzione che ha segnato un cambiamento nelle modalità di pagamento non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo.

Da quanto emerge dalla ricerca Nielsen Global Survey of Saving and Investment Strategies (Q3 2013) realizzata a livello globale, oggigiorno la carta di credito è scelta come modalità di pagamento delle proprie spese dal 30% degli intervistati globali con uno scarto di 10 punti dal contante, che rimane lo strumento più diffuso. Anche per gli europei la carta di credito è al secondo posto (26%), dopo il contante che rimane primo con il 42% delle preferenze.

Più conservatori gli italiani: l’Italia rimane il paese delle banconote e delle monete: il 52% è ancora legato al contante, secondi soltanto alla Germania (61%). All’opposto i cugini francesi sono i meno affezionati al soldo, che viene utilizzato per le spese quotidiane solo dal 15%. Eccezione del panorama europeo è il Regno Unito che ha indicato come prima modalità preferita il bancomat; secondo strumento dopo il contante in Spagna (28%).

Ma la carta di credito è anche una questione di status: è diventato lo strumento attraverso cui ostentare la propria posizione economica, in particolare per il mondo maschile dove il 41% ha dichiarato di avere almeno 2 carte di credito verso il 70% delle donne che ne possiede solo una.

Anche l’età può influire molto sulle scelte dei metodi di pagamento. Fino ai 24 anni, quando difficilmente si ha un’autonomia economica, vince la “paghetta settimanale” (60%), seguita dalle carte prepagate (22%), la carta di credito è utilizzata solo dal 10%. Superata poi la soglia dei 35 anni,  il contante viene usato dal 49% degli intervistati, seguono le carte di credito dal 25%  e i pagamenti elettronici dal 15%.

Ma la guerra alle banconote non proviene solo dalle carte di credito: gli italiani che utilizzano il proprio smartphone come “borsellino elettronico”  per gli acquisti online sono circa  5,5 milioni. Gli acquisti più cliccati dal proprio smartphone sono prodotti di elettronica di consumo (37%), libri/ebook (34%) biglietti aerei/treno(29%), couponing (29%) e  capi di abbigliamento (28%).

Ma non finisce qui, oltre al mobile commerce, lo smartphone da navigatore a lettore di musica, da macchina fotografica a piccolo pc portatile, si prepara a diventare nei prossimi anni il nostro portafoglio. Il 42% degli italiani si dichiara propenso ad utilizzare il “mobile proximity payment”, vale a dire, a pagare nei punti vendita “fisici” (non virtuali) le spese effettuate attraverso i propri device a connessione mobile.

Le premesse ci sono tutte: il Mobile Payment ha dalla sua tutte le carte in regola per dare il via ad un un nuovo trend,  quello che nei supermercati e negozi alla domanda “come paga?”, farà seguire sempre più la risposta “con il mio smartphone”. Insomma  può costituire la chiave di volta per scuotere in Italia lo statico mondo dei pagamenti elettronici ed un importante fattore di innovazione sia per il settore dei servizi di pagamento,  sia per il settore della telefonia mobile che per i diversi stakeholder coinvolti (banche, circuiti, esercenti, etc…). L’ultima parola tocca quindi al consumatore e alla sua voglia di lasciare il portafoglio a casa.

Clicca qui per scaricare il report “Saving and Investment Strategies around the world”.