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Più capacità di controllo della spesa per fronteggiare la crisi
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Più capacità di controllo della spesa per fronteggiare la crisi

In questo terzo trimestre l’indice di fiducia degli italiani è tornato al valore di 47, lo stesso valore registrato nello stesso periodo dello scorso anno, decrescendo di 4 punti rispetto alla primavera (47 nel Q3 2013, 51 nel Q2 2014), segno di una perdita di ottimismo sul risollevamento economico del paese. L’indice a livello globale si mantiene praticamente stabile (98, +1 vs. Q2 2014), il Nord America registra il maggior incremento (107, +4 punti vs. Q2 2014), raggiungendo le nazioni dell’Asia Pacifico (107).

Anche l’Europa si mantiene stabile (78, +1pt vs. Q2 2014), con Germania e Regno Unito che si confermano tra le nazioni più ottimiste, con rispettivamente indici di 97 e 93 (+1 e +3 pt vs. Q2 2014).

Il pessimismo degli italiani è legato ad una visione negativa delle prospettive lavorative italiane e delle proprie finanze personali per l’anno a venire, che sono entrambe in declino: chi ha un sentimento positivo per l’impiego è solo un 7% (-3% vs. Q2 2014) e chi considera che le proprie finanze saranno buone è solo un 15% (-5%). Gli italiani temono più degli altri europei un peggioramento delle proprie condizioni economiche, poiché seppur condividiamo con altre nazioni le difficoltà di impiego (Croazia, Serbia, Slovenia, Portogallo e Grecia tra le più negative, ma anche Francia e Finlandia), gli altri cittadini Europei sono meno negativi per quel che riguarda lo stato dell’economia personale e famigliare, con valori positivi che sono superiori almeno di 5 punti.

Gli italiani confermano la consapevolezza di essere in un momento di crisi, con il 96% che ritiene il paese in recessione, valore tra i più alti in Europa. Tra le maggiori economie occidentali, la Germania continua a confermarsi la nazione in crisi solo per il 42%, seguita dall’Inghilterra per il 56%, mentre Spagna e Francia sono più in difficoltà, con il 78% e 87%.

La crisi continuerà per il 60% degli Italiani, valore tornato sui livelli dle Q1 2014, dopo il segnale di ottimismo del Q2 in cui tutti gli indicatori avevano davano segni di ripresa. Spagnoli e francesi non solo sono tra i più consapevoli della crisi, ma si confermano anche tra i più pessimisti nella possibilità di ripresa, con rispettivamente 66% e 74% che vedono il proprio paese ancora in recessione nel prossimo anno, mentre lo sarà per solo il 45% degli inglesi e 37% dei tedeschi.

Dopo quindi le speranze riposte nel governo Renzi prima dell’estate, le difficoltà che sta incontrando nell’attuazione delle riforme e l’ingresso sulla scena europea di altre problematiche quali la crisi Ukraina e del Medio Oriente, hanno riportato la situazione degli italiani a quella di una situazione di crisi con limitate  speranze per il futuro.

Nell’immediato la maggiore preoccupazione si conferma essere la stabilità del proprio lavoro: lo è per il 24% degli itailani, che si conferma come il trimestre precedente essere la preoccupazione con il maggior distacco rispetto al resto degli Europei (+10 pp vs UE). Seguono poi le preoccupazioni per la situazione economica del paese (13%, +2 pp vs UE), l’equilibrio tra vita personale e professionale (7%, +1 pp vs UE), i debiti (7%, -1 pp vs UE). Vediamo ora apparire preoccupazioni relative al terrorismo e guerra (4% e 3%) e crescere anche i timori relativi all’immigrazione (5%, +2pt vs Q2 2014).

In questo scenario di difficoltà interne ed esterne, solo il 13% degli italiani considera sia il momento giusto per fare acquisti, con ben 18 punti di distacco rispetto alla media europea.

Una volta coperte le spese indispensabili, il primo obiettivo si conferma per ben il 39% quello di mettere da parte qualche risparmio, a seguire si spende per vestirsi (26%) e si conferma la voglia di vacanze e viaggi (25%, stabile rispetto al Q3 2013); l’intrattenimento fuori casa (20%), la tecnologia (13%), la casa (13%), si mantengono pressoché invariati sia rispetto al trimestre precedente che allo stesso periodo del 2013.

La forte attitudine degli italiani a risparmiare sembra aver sviluppato la capacità di controllo della spesa:seppur il 24% dichiara di non avere denaro restante dopo aver coperto le spese essenziali, la percentuale è scesa di un punto rispetto al trimestre precedente, e di ben 5 punti rispetto allo stesso periodo del 2013.

In attesa della ripresa della produttività italiana gli italiani ponderano maggiormente gli acquisti e trovano nuovi modi per risparmiare, anche quando vanno a fare la spesa al supermercato, dove il fatturato è calato fin’ora nel 2014 dell’1%, e quasi del 2% nell’ultimo trimestre.

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