INSIGHTS

2014: Anno di transizione per gli investimenti pubblicitari
Notizie

2014: Anno di transizione per gli investimenti pubblicitari

{“order”:3,”name”:”pubdate”,”attributes”:{“sling:resourceType”:”nielsenglobal/components/content/publishdate”},”children”:null}

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel 2014 chiude a -2,5%, in perdita di 158 milioni rispetto al 2013 che si era chiuso a -12,3% rispetto all’anno precedente. Si tratta del decremento più contenuto registrato negli ultimi quattro anni. Considerando la totalità degli investimenti digital, ossia aggiungendo le stime sulle categorie video, social e search advertising attualmente non misurate mensilmente, il mercato chiude vicino al pareggio (-0,4%).

Per quanto riguarda invece i singoli mezzi, chiude in leggero calo la TV (-0,5%), seppur con i tipici andamenti differenti al suo interno. Oltre alle performance positive legate agli eventi sportivi dell’estate, si distinguono per crescita anche i mesi di marzo e novembre. La stampa si conferma essere in difficoltà, anche se i lievi segnali di ripresa che arrivano da questo mezzo nel mese di dicembre consentono a quotidiani e periodici di chiudere il 2014 con un calo rispettivamente del -9,7% e del -6,5%. 

La radio conferma gli andamenti positivi degli ultimi mesi e, grazie a un dicembre in crescita, ha chiuso il 2014 a -1,8%, in leggero miglioramento rispetto al totale mercato.

Anche internet mostra una crescita nel mese di dicembre, attestandosi a +2,1% per tutto il 2014, che diventa + 7,6% se si allarga il perimetro dell’analisi alle categorie digital non abitualmente monitorate.

Il cinema e il direct mail confermano l’andamento negativo, seppur in misura differente, perdendo rispettivamente il -18,2% e il -4,5%. L’outdoor, insieme al web, è l’unico mezzo in controtendenza, grazie a una crescita del +3,2%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 7 in crescita, con un apporto di circa 148 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo cumulato: alla crescita degli alimentari (+3,4%, pari a 25 milioni) e della distribuzione (+6,9%, circa 23 milioni), si contrappongono un calo dell’automotive (-4,2%, circa 25 milioni) e la frenata delle telecomunicazioni, che con circa 129 milioni in meno di investimenti rispetto al 2013 registrano una performance negativa del -26,5%. I maggiori apporti alla crescita arrivano da finanza/assicurazioni (+20,6%), farmaceutici e sanitari (+9,3%) ed elettrodomestici (+8,5%), che complessivamente incrementano l’investimento di 85 milioni. La finanza/assicurazioni è il settore che più incrementa la propria quota (+24% circa), seguita da farmaceutici/sanitari (+12,6%) ed elettrodomestici (+11,7%).

Il 2014 è stato quindi un anno di transizione e di stabilizzazione del mercato soprattutto guardando al trend di medio-lungo periodo, che può far pensare a una ripresa seppur su basi e valori assoluti di investimento più contenuti rispetto al passato. In termini di valori reali e nominali, si tratta degli stessi valori di fine anni ‘90, anche se allora si era verso la fine di un ciclo di crescita che sarebbe culminato nel 2000.