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ITALIANI IN ATTESA. LA FIDUCIA RESTA STABILE
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ITALIANI IN ATTESA. LA FIDUCIA RESTA STABILE

Il 2014 si chiude senza grossi cambiamenti rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo trimestre, la fiducia degli italiani si attesta a 45, mantenendosi in linea con la fiducia dichiarata durante il 2013. Nel corso di questo 2014 è aumentata sensibilmente soltanto nel Q2, grazie ad un clima di aspettativa generato dall’insediamento del governo Renzi, per poi ritornare sui valori che ormai caratterizzano l’Italia negli ultimi tre anni.

Tra le economie più importanti dell’Europa occidentale, l’Italia rimane tra le meno fiduciose, in quanto Spagna e Francia si attestano già su valori più alti (rispettivamente 57 e 63), mentre UK e Germania, continuano a posizionarsi ai primi posti in Europa con indici di fiducia rispettivamente di 94 e 98. Da notare che quest’ultimo trimestre è stato contrassegnato a livello europeo da poche variazioni, con una media complessiva che scende di due punti rispetto al Q3, attestandosi a quota 76, in cui si distingue solo la Russia che invece ha segnato un calo significativo (ben 8 punti) a seguito della svalutazione del rublo che incide notevolmente sulla vita quotidiana dei consumatori.

Continua quindi il periodo di difficoltà in cui ci troviamo, riconosciuto dal 96% degli italiani, e che permarrà ancora per almeno un anno per il 62%. Un trimestre quest’ultimo che ha visto pochi cambiamenti rispetto ad inizio anno, allungando una fase di stallo che non vede miglioramenti nella prospettiva economica della nazione. Infatti l’indagine non mostra variazioni rispetto alla chisura del 2013: le prospettive lavorative per i prossimi dodici mesi sono difficili per il 90% degli intervistati e il 78% ritiene che non godrà di buone condizioni finanziare.  

È ancora la sicurezza del proprio posto di lavoro la maggiore preoccupazione per il 23% degli italiani intervistati, complice un tasso di disoccupazione a quota ancora in crescita, arrivato a 13,9% a novembre (fonte: Istat). 

Preoccupano anche la situazione economica del paese, che subisce un lieve calo (12% vs 16% del Q4 2013), e la salute, stabile al 9% oltre ai debiti (8%), all’equilibrio tra vita privata e lavoro (7%), nonchè all’incremento dei prezzi di luce e gas (6%). Tuttavia, la stabilità politica dà meno pensieri agli italiani (3% vs 7% del Q4 2013), confermando una flessione già riscontrata a inizio anno, stesso calo rilevato per quanto riguarda il benessere e l’educazione dei figli (4%).

Continua il periodo di “tagli” per gli italiani. L’87% dichiara che non è un buon momento per fare acquisti e il 38% scegli la via del risparmio. Ne subiscono le conseguenze il settore dell’abbigliamento (67%), i pranzi e l’intrattenimento fuori casa (rispettivamente 65% e 61%). Si taglia anche cercando di cambiare le proprie abitudini: si acquistano marchi di alimentari più economici (60%), si rinuncia ai fine settimana fuori porta (50%, +4% rispetto all’ultimo trimestre 2013) e si fa un uso più moderato dell’automobile (42%).

Nonostante il periodo di crisi, gli italiani salvano le vacanze annuali, dopo però aver messo da parte dei risparmi e comprati i vestiti necessari (29%). Un timido segnale positivo è la percentuale di intervistati che non riesce a mettere da parte nulla a fine mese: 24%, in calo rispetto al 27% di fine 2013.

La Global Survey presentata da Nielsen delinea una situazione in cui la crisi permane nella vita degli italiani. Dopo i primi mesi di cauto ottimismo dato dall’arrivo di un nuovo esecutivo, la situazione italiana si è stabilizzata, in attesa di riforme che possano contribuire a migliorare la situazione economica e lavorativa degli italiani.