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Dopo la recessione e la stagnazione… un accenno di ripresa, seppur timido
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Dopo la recessione e la stagnazione… un accenno di ripresa, seppur timido

Per l’economia italiana gli ultimi tre mesi del 2014 sono stati contrassegnati da crescita zero rispetto al trimestre precedente. Questo risultato in realtà è meno negativo di quello che può sembrare: se si va infatti ad analizzare le componenti del Pil qualche incoraggiamento arriva, dato che sia i consumi che gli investimenti hanno mostrato un lieve progresso rispetto al trimestre precedente (0,1% e 0,2%, rispettivamente). Se la ripresa dei primi non sorprende, perché già visto nei 5 trimestri precedenti, per gli investimenti si è trattato del primo aumento da un anno e mezzo. Ancor più positivo il contributo della domanda estera (+0,4%), grazie a una robusta accelerazione dell’export (+1,6%, massimo da 2 anni e mezzo), connessa al deprezzamento del tasso di cambio, in presenza di un rallentamento nella crescita dell’import (0,3%).  Inoltre nei primi mesi del 2015 diversi sono stati i segnali di progresso congiunturale: il deciso miglioramento del clima di fiducia sia delle imprese che delle famiglie; la ripresa del mercato delle auto con tassi di crescita delle vendite a doppia cifra; anche le vendite al dettaglio hanno mostrato un progresso, tornando in territorio positivo; la tendenza deflazionistica in rientro a fronte della recente risalita dai minimi del prezzo del petrolio e soprattutto dall’ulteriore deprezzamento del tasso di cambio oltre agli effetti del Quantitative Easing adottato dalla BCE (programma di acquisto di titoli di Stato della Bce). È perciò è oramai convinzione di tanti che il 2015 sarà, finalmente, l’anno della svolta, l’anno in cui avrà termine la lunga e profonda recessione iniziata nel 2008 e il Pil tornerà a mostrare variazioni positive.

Per il 2015 si prevede una crescita del Pil pari allo 0,7%, la crescita si manifesterà soprattutto nella seconda parte dell’anno ed accelererà nel biennio successivo, mettendo a segno un +1,6% nel 2016 e un +1,4% nel 2017. Gli investimenti torneranno finalmente a crescere già a partire dall’anno in corso (+0,5%), stimolati dal miglioramento sia delle condizioni di accesso al credito sia delle aspettative associate a una ripresa della dinamica produttiva; più vivaci i ritmi per il prossimo biennio (+3,4% e +3,6% rispettivamente).

La domanda estera netta contribuirà alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali quest’anno, mentre nel biennio successivo il conseguente aumento delle importazioni favorirà una diminuzione del contributo nel 2017 (+0,1 punti percentuali).

La spesa delle famiglie confermeranno l’andamento positivo già evidenziato nel 2014, acquistando via via sempre più vigore nei prossimi anni, a seguito del miglioramento del reddito disponibile sostenuto da un graduale aumento dell’occupazione. L’occupazione infatti aumenterà dello +0,3% quest’anno, tale evoluzione proseguirà con maggiore intensità nel prossimo biennio (+0,9% e +1,1% rispettivamente) e si tradurrà finalmente in una riduzione del tasso di disoccupazione che scenderà al 12,1% nel 2016 e all’11,2% nel 2017.

Sul versante del Largo Consumo nel 2014 si è ancora osservato una domanda in contrazione accompagnata da un indebolimento della dinamica inflativa. Tale tendenza proseguirà anche nei prossimi anni e molto probabilmente rientrerà solo a fine previsione. I prezzi si muoveranno con delle dinamiche inflative deboli che si manterranno sempre entro l’unità percentuale. La combinazione di questi due fenomeni porterà il giro d’affari a crescere già a partire dall’anno in corso, rinvigorendosi nel prossimo biennio.

Più in dettaglio il fatturato di Alimentari e Bevande nel 2014 è risultato ancora in calo: la contrazione dei consumi (-2,1%) è stata accompagnata da un incremento dei prezzi molto vicino allo zero (+0,3%). Per le Bevande la flessione della domanda è risultata più pesante rispetto agli Alimentari (-3,3% versus -1,9%), e anche in termini previsionali le Bevande sembrerebbero avere maggior difficoltà ad uscire dalla fase recessiva. La fase negativa degli Alimentari e Bevande dovrebbe gradualmente esaurirsi fino a segnare nel 2017 uno 0% della domanda accompagnato da prezzi in crescita ma con tassi contenuri e prossimi all’1%.

La perdita del giro d’affari nel 2014 nel mondo dei Non Alimentari ha riguardato sia il Cura Casa che il Cura Persona ma con logiche differenti. Il Cura Casa ha registrato un calo del -2,2%, la flessione è imputabile ad un calo importante dei consumi rispetto all’anno precedente (-1,9%) a fronte di un andamento sostanzialmente stabile dei prezzi. Il Cura Persona ha chiuso con un -2,4%, qui la flessione è dovuta invece ad una chiara deflazione (-1,5%) che si è aggiunta ad un indebolimento della domanda rispetto all’anno prima (-0,8%). Per entambi i due macro-comparti il 2015 rappresenterà una battuta d’arresto rispetto al trend calante osservato negli ultimi anni: si approderà infatti ad una sostanziale stabilità del fatturato trainato nel Cura Casa da un incremento dei prezzi (+1,1%), nel Cura Persona da un plafonamento sia dei consumi sia dei prezzi. Le proiezioni per il 2016 indicano che il settore rimarrà sostanzialmente in stallo, con una domanda ancora debole e prezzi in lieve rialzo.