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Gli Italiani credono nella ripresa, anche del mercato del lavoro
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Gli Italiani credono nella ripresa, anche del mercato del lavoro

L’indice di fiducia Nielsen dei consumatori italiani si attesta a quota 65 punti, 7 in più rispetto al trimestre precedente e 8 in più se raffrontato allo stesso periodo del 2016: è la migliore performance in Europa (comunque consistente, +6 punti rispetto al terzo quarto del 2016) e una delle più significative a livello globale. Il dato emerge dalla Global Consumer Confidence Survey di Nielsen realizzata su un campione di 30.000 individui in 63 Paesi (Asia-Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente-Africa e Nord America), tra i quali l’Italia.

Se i dati del PIL mostrano un’Italia non ancora al livello degli altri stati dell’Unione Europea, le revisioni al rialzo delle stime precedenti da parte di diverse istituzioni (ISTAT, BCE, FMI) contribuiscono a un clima di maggiore fiducia nel nostro Paese. Pur rimanendo maggioranza, diminuisce chi considera il nostro paese in recessione: l’ultimo dato parla dell’80% degli intervistati, inferiore di 4pp rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Stato delle finanze personali e primi segnali incoraggianti del mercato del lavoro contribuiscono al miglioramento delle percezione di fiducia: il 27% dei consumatori ha una prospettiva positiva sulla propria situazione economica nei prossimi 12 mesi, ed il 17%  prevede un miglioramento del mercato del lavoro nel nostro paese, in aumento rispettivamente di 8 e 6 punti percentuali rispetto al terzo quarto del 2016. Le aspettative sul futuro si basano su una situazione economica attuale che già mostra segnali di miglioramento, per i consumatori intervistati: è infatti in continua diminuzione il numero di chi dichiara di non avere disponibilità economiche rimanenti, una volta coperte le spese essenziali: sono il 16% dei consumatori, rispetto al 22% del trimestre precedente e il 24% di un anno fa. La maggior disponibilità di denaro è aiutata dal fatto che molti italiani, per combattere la crisi degli scorsi anni, si sono abituati ad un diverso stile di vita: il 61% degli intervistati dichiara infatti di aver adottato misure per risparmiare nell’ultimo anno, in aumento rispetto al 51% del 2016.

Se accantonare risparmi rimane comunque la scelta preferita degli italiani (per il 46% degli intervistati è il modo migliore per l’utilizzo del denaro rimanente), aumentano tutte le disponibilità di spesa, certificando il miglioramento già visto con l’aumento dei consumi della larga distribuzione, che aveva segnato un +4pp congiunturale in termini di crescita a valore della GDO in Italia, nel secondo trimestre 2017. Rinnovare il guardaroba e concedersi delle vacanze  rimangono in cima ai pensieri degli italiani (rispettivamente il 46% e 38% degli intervistati utilizzerebbe così il denaro rimasto dopo le spese essenziali), seguiti da divertimento fuori casa e l’acquisto di nuovi prodotti tecnologici (33% e 23%): in tutti i casi, queste voci crescono di circa dieci punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno fa, con un massimo di 16% per i vestiti. 

Non cambiano le preoccupazioni dei nostri concittadini: la sicurezza del posto del lavoro e il terrorismo rimangono la questione principale per il 19% ed il 13% dei consumatori intervistati, in modo analogo a un anno fa (rispettivamente +2pp e +1pp rispetto al Q3 2016). Il dato è in linea con quello dell’Europa, dove si nota però una maggiore incidenza del terrorismo nelle maggiori economie (risulta la prima preoccupazione per oltre il 20% degli intervistati in Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna).

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