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Fintech e Insurtech: a che punto siamo?
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Fintech e Insurtech: a che punto siamo?

In Italia sono 11 milioni gli utenti tra i 18 e i 74 anni dei servizi Fintech & Insurtech, ovvero i servizi finanziari e assicurativi erogati attraverso le nuove tecnologie ICT. Vale a dire che un quarto della popolazione italiana ne ha provato almeno uno, almeno una volta; un dato in crescita del 54% rispetto a quanto rilevato un anno fa. Gli italiani connessi si avvalgono principalmente di pagamenti via device mobile (16%), di servizi per gestire il budget personale o familiare (15%, in crescita di 10pp rispetto al 2017), o di piattaforme per trasferimenti istantanei di denaro tra privati (12%, in crescita di 8pp al 2017). È quanto emerge da un’indagine condotta da Nielsen su un campione di oltre 1.500 individui per l’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano, da cui emergono le principali dinamiche che stanno impattando gli istituti bancari e assicurativi.

Il (nuovo) ruolo degli istituti finanziari

La diffusione di nuovi servizi aumenta tuttavia le attese nei confronti delle banche. Nonostante queste continuino ad essere il principale punto di riferimento per la gestione del denaro (il 65% degli utenti internet continuerebbe ad affidarsi a loro nel prossimo futuro), un numero consistente di utenti internet prenderebbe in considerazione player non tradizionali (come produttori di smartphone, operatori telefonici e brand di eCommerce) qualora offrissero servizi analoghi. Inoltre si rafforza rispetto al 2017 l’idea che i servizi base delle banche debbano essere gratuiti (67%), mentre cresce l’interesse verso servizi a valore aggiunto, principalmente orientati a supportare le persone nella loro attività lavorativa e nella loro vita privata. In particolare, il 35% dice che la banca deve permette di fare tutto in mobilità, il 31% che deve semplificare la relazione con la PA e il 26% che deve fornire suggerimenti personalizzati per i propri acquisti.

Prospettive sulle assicurazioni

Diverso è il discorso per le assicurazioni, dove gli intervistati sottolineano la necessità di rendere facilmente accessibili online informazioni di base (a testimonianza di un gap rispetto ai servizi offerti dalle banche). Il 51% chiede di essere informato online della scadenza della polizza, mente il 43% di poter controllare le coperture acquistate. Il 39% chiede di poter gestire i sinistri direttamente da PC o mobile. Anche nel comparto assicurativo si manifesta l’esigenza di una maggiore integrazione di prodotti/servizi con la di tutti i giorni. Appare significativo, infatti, che tra il 35% e il 45% degli utenti internet sia disponibile a condividere informazioni personali con le compagnie per permettere di adattare il premio assicurativo e/o anticipare le proprie esigenze.

Investimenti… cum grano salis

La ricerca si chiude con alcuni insight relativi al modo in cui gli italiani investono il proprio denaro. Tra gli utenti internet, ben il 41% dichiara di gestire gli investimenti in autonomia, mentre tra chi cerca consulenza il 78% si rivolge ad amici e parenti. Solo il 48% ha come riferimento un consulente bancario o promotore finanziario. Sempre il 78% degli investitori opera attraverso la propria banca, mentre il 9% opera tramite un finanziario. Ad oggi solo l’1% si affida a servizi fintech (e.g. Moneyfarm, AcomeA, …). Il 23% degli intervistati infine ha messo in atto forme di risparmio periodico in vista di una spesa.