Usando il Sito Web, date il vostro consenso all'uso dei cookie. Per ulteriori informazioni, si prega di vedere la Politica sui Cookie. X

Male putting luggage in car

La sharing economy diventa maggiorenne

Di
Digitale | 30-11-2018

La sharing economy diventa un fenomeno sempre più diffuso, che ormai si integra in mercati consolidati trasformandoli. In Europa e in Italia si assiste infatti a forme di sinergia tra attori tradizionali e nuovi, alcuni dei quali escono dal proprio business originario per affrontare nuove sfide.

Sono oltre 6,5 milioni gli italiani che a settembre 2018 hanno utilizzato almeno un servizio di sharing e gig economy (fonte: analisi da panel meterizzato Nielsen). In questo perimetro rientrano attività basate sulla condivisione di risorse messe a disposizione da privati e/o aziende mediante le tecnologie di rete.

I servizi più popolari si confermano essere quelli di condivisione di appartamenti e case, che raggiungono i 3,5 milioni di utenti. Per la natura di questi servizi, l’andamento dell’audience appare strettamente legato alla stagionalità. Nonostante la presenza di un consistente numero di player, il segmento è dominato da un unico grande attore.

Al secondo posto per utilizzo vi sono i servizi legati alla mobilità, con 1,8 milioni di utenti unici. Benché dimensionalmente più piccolo, è in questo segmento che nelle ultime settimane sono arrivate notizie interessanti. Ad esempio, in Italia Reale Mutua ha acquisito una quota di partecipazione di circa il 20% in Yago, società che ha sviluppato Auting.it, piattaforma che permette di prendere in prestito l’auto possedute da terzi.

Più recentemente in Francia, BlaBlaCar e SNCF avrebbero avviato trattative che, se andassero in porto, darebbero vita a un’inedita integrazione nella mobilità. Da un lato BlaBlaCar si è proposta come acquirente di Ouibus, la società di autobus partecipata da SNCF. Dall’altro SNCF ha preso parte, seppure in forma minoritaria – come confermato dai vertici della compagnia, all’aumento di capitale di BlaBlaCar.

Un ulteriore settore in espansione è quello del social lending e del crowdfunding, i cui servizi insieme intercettano circa 600 mila utenti unici. Nonostante  l’audience sia contenuta, BankItalia ha riscontrato una crescita del valore del prestito in rete tra privati, dovuto in larga parte al rallentamento della concessione dei prestiti.