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Fiducia altalenante ma con un trend di lenta ripresa
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Fiducia altalenante ma con un trend di lenta ripresa

La fiducia degli italiani sta lentamente crescendo, con un altalenarsi che vede l’indice in trend positivo dopo il minimo raggiunto a fine 2012. Lo conferma la Global Survey Nielsen relativa al Consumer Confidence Index che ha registrato, nel secondo trimestre 2015, un indice di fiducia più alto di 2 punti rispetto allo stesso periodo del 2014 (Q2 2014: 51 vs Q2 2015: 53). Nonostante l’indice si sia abbassato di 4 punti rispetto allo slancio positivo di inizio anno (Q1 2015 57, +11 punti rispetto al trimestre precedente), l’Italia si mantiene sopra quota 50 nel primo semestre del 2015, un risultato sicuramente positivo che la nostra nazione riconquista dopo 4 anni; l’ultimo caso, infatti, era stato registrato nel 2011.

Nonostante questi segnali positivi, rimane un gap ampio con l’Europa (79, vs 77 Q1 2015): ci posizioniamo alla pari dei Greci (53) e ancora lontani da Gran Bretagna (99), Germania (97) Francia (66).

Nonostante gli italiani mantengano una forte consapevolezza della crisi economica, si è abbassata di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno (Q2 2014: 95%) e di 3 punti rispetto al primo semestre del 2015 (Q1 2015: 93%) la percentuale degli italiani che ritiene il paese in un momento di recessione (Q2 2015: 90%). Inoltre, c’è positività sul futuro della crisi: il 16% si dice convinto infatti che la crisi finirà nei prossimi dodici mesi, rispetto ad altri paesi europei come Gran Bretagna, Francia e Spagna che si fermano rispettivamente a quota 13, 10 e 9 punti.

Sembra quindi che nonostante le varie difficoltà, il governo stia lentamente portando positività fra gli italiani. In termini di prospettive lavorative oggi il 12% della popolazione si dice fiducioso, registrando un aumento di 2 punti rispetto al Q2 2014, stabile rispetto al Q1 2015 (13%). Aumento di 2 punti rispetto al 2014 anche per quanto riguarda la convinzione da parte degli italiani che sia il momento giusto per acquistare i beni di cui necessita. Ne sono convinti ad oggi il 16% degli italiani (stabile vs il 17% Q1 2015); un dato quindi che, se dovesse continuare il trend di crescita nei prossimi mesi, lascia ben sperare riguardo alla ripresa dei consumi.

Tra le preoccupazioeni degli italiani, la sicurezza sul lavoro rimane il principale, tuttavia è oggi al 24%, in decrescita sia rispetto al Q2 2014 (30%) e al Q1 2015 (28%). Tra le maggiori preoccupazioni anche l’economia, oggi a quota 9% (4 punti in meno rispetto al Q2 2014, stabile rispetto Q1 2015), l’immigrazione (8%) e il debito (8%). Trend positivo rispetto alla media europea per quanto riguarda le preoccupazioni relative alla propria salute. Solo il 7% degli italiani si dice impensierito da questo problema, contro un 10% di inglesi e un 16% di spagnoli (media europea 9%). Sembra quindi che gli italiani diano molta più fiducia al sistema sanitario nazionale rispetto ai cugini europei.

Gli italiani vogliono comunque risparmiare ciò che avanza dopo aver coperto le spese essenziali (38%), mentre il 26% degli italiani afferma di spendere le proprie finanze per acquistare vestiti o regalarsi una vacanza; dato da monitorare su quelli che saranno gli effettivi investimenti per le vacanze, in quanto la stretta sulle vacanze è in riduzione rispetto al 31% del Q2 2014. Il 18% si concede un po’ di divertimento fuori casa e il 12% nuovi prodotti tecnologici. In lieve aumento purtroppo coloro che non hanno soldi da mettere da parte a fine mese. Il dato registrato ad oggi è pari al 27%, 2 punti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tuttavia arriva un segnale positivo dal calo di 5 punti rispetto allo scorso anno (Q2 2014: 74%) di coloro che hanno modificato le proprie abitudini di spesa per poter risparmiare. Un trend molto importante perché segue un flusso positivo di decrescita di questo valore, iniziato nel 2014, dopo i picchi, che superavano l’80%, del 2012 e del 2013.

Tra gli strumenti più utilizzati per il controllo delle spese familiari al primo posto troviamo il limitare dei pasti pronti/take away (64%), seguiti dai tagli sull’acquisto di nuovi capi d’abbigliamento (61%) e sui divertimenti fuori casa (60%) e vacanze (45%), l’uso di prodotti più economici al supermercato (53%) e risparmi sulle bollette di luce e gas (37%) e consumi dell’auto (36%).

Ma gli italiani si sentono ottimisti e appena le condizioni economiche del paese miglioreranno le rinuncie che ora si trovano a dover affrontare, come i tagli ai pranzi take away, all’abbigliamento e al divertimento fuori casa, verranno ridotti, stabilizzandosi ripettivamente al 25%, 18% e 22%..

Vediamo quindi in questi ultimi due anni un andamento altalenante della fiducia degli italiani con un trend di lenta ripresa; sappiamo che il processo non è immediato e richiede segnali positivi dal governo e dalla  banca centrale Europea, ma gli italiani sono pronti a rispondere positivamente tornando a investire e facendo riprendere i consumi. Rimangono le preoccupazioni riguardo allo stato delle proprie finanze e alla situazione lavorativa, e si attende quindi che questi segnali di lento trend positivo possano essere confermati dai consumi durante il periodo di ferie che attende ora gli italiani. 

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