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Torna a crescere la fiducia degli italiani nel terzo trimestre 2015
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Torna a crescere la fiducia degli italiani nel terzo trimestre 2015

L’indice di fiducia dei consumatori italiani raggiunge quota 57, con un incremento in questo Q3 di 4 punti rispetto Q2 2015, ritornando a quello stesso valore di picco raggiunto a inizio anno. Si può quindi effettivamente parlare di un lento trend di ripresa, che con valori seppur altalenanti in quest’ultimo anno, fa ben sperare per il prossimo futuro.

La ripresa italiana si colloca in una generale ripresa dell’indice di fiducia delle nazioni occidentali, primi fra tutti gli Stati Uniti, che con un balzo di ben 18 punti, il più alto mai misurato in questa nazione, raggiunge valore 119, posizionandosi come seconda nazione al mondo con il più alto indice di fiducia, dopo l’India (130) che tuttavia mantiene la leadership da più di un anno e con valori sempre superiori al 120. Cresce anche l’Europa di 2 punti complessivamente, arrivando a 81, grazie all’aumento di fiducia registrato in ben 21 nazioni, a discapito di solo 9 in flessione e 2 invariate, nonostante le difficoltà portate dalla crisi Greca di luglio.

In Europa, le nazioni con indici più alti sono le economie forti di Gran Bretagna e di Germania, che hanno registrato una crescita di 4 e 3 punti, raggiungendo quota rispettivamente di 103 e 100. Il clima di miglioramento si è registrato in modo particolare in Polonia e Portogallo, che hanno registrato i più alti incrementi (10 e 9 punti) portandosi a 80 e 66. Rimane invece fanalino di coda la Grecia a 53.

L’indice globale cresce di soli 3 punti (99), poiché a controbilanciare la crescita di Nord America ed Europa, si misura un indice di stabilità o di leggera flessione nel rimanenti regioni: Asia Pacifico decresce di 1 punto (106), America Latina scende di 2 (81) e Africa e Medio Oriente rimango stabili a 94.

In questo terzo trimestre del 2015, l’indice di fiducia in Italia di 57 punti, rispetto al 47 di esattamente un anno fa, è frutto di una prospettiva più positiva per gli italiani: il 13% pensa che le proprie prospettive lavorative siano positive, rispetto al 7% del Q3 2014, così come lo stato delle finanze personali è ora positivo per il 21% di noi, con un incremento del 6% nell’ultimo anno (15% nel Q3 2014). Ora l’89% ritiene l’Italia in crisi vs. 96% di un anno fa, diminuendo al 56% (vs. 60%) la percentuale di coloro che pensano che la crisi perdurerà.  

Le preoccupazioni principali degli italiani rimangono tuttavia legate all’ambito lavorativo (22%) e all’economia generale (8%), tuttavia quest’ultima preoccupa molto meno rispetto ad un anno fa (13%), segno che gli italiani sono più fiduciosi relativamente all’economia nazionale ma ancora stanno aspettando una ricaduta positiva sulla propria situazione occupazionale.

A seguire, la salute è la preoccupazione principale per il 9% degli italiani, e crescere all’8% l’immigrazione, rispetto al 5% del Q3 2014, a seguito dell’aumentare delle pressioni dall’esterno.

Una volta coperte le spese essenziali, gli italiani mantengono tuttavia un comportamento cauto in questa timida ripresa, e il 40% decide di destinare i soldi in più ai risparmi. Chi li spende, predilige l’acquisto di nuovi vestiti (29%), vacanze (26%), svaghi fuori casa (20%); rimane stabile rispetto al Q3 2014 la percentuale di chi dichiara di non avere soldi in più (23%).

In quest’ultimo anno sono il 64% degli italiani ad aver contollato maggiormente le proprie spese per risparmiare, segnale positivo per la ripresa dei consumi, in quanto è in contrazione rispetto al 72% di solo un anno fa.  Scende al 54% chi risparmia sui vestiti (ben 11% in meno rispetto al 65% di un anno fa), così come chi risparmia su piatti pronti e take away (9% in meno rispetto al 63% di un anno fa). I divertimenti fuori casa sono ancora oggetto di tagli (56% ora, praticamente stabile rispetto al 57% del Q3 2014), ma ci concediamo più vacanze (tagli per il 41% ora, rispetto al 44% del passato). La crisi ha cambiato dei comportamenti, che verranno mantenuti per alcuni di noi: infatti al migliorare delle proprie condizioni economiche rimarrà un occhio attento alle bollette (25%), sulla spesa del supermercato (25% sceglie brand più economici), sui pranzi fuori casa (23%)e sull’uso dell’auto (21%).

Riprende quindi la fiducia degli italiani, grazie ad un’Europa in grado di affrontare e superare una crisi come quella della Grecia e ad un governo Renzi che con più di un anno all’attivo riesce a dare più stabilità al paese.

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