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Lieve aumento della fiducia a fine 2016, con segnali positivi sul fronte dei consumi
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Lieve aumento della fiducia a fine 2016, con segnali positivi sul fronte dei consumi

La fiducia degli italiani si assesta a quota 58 nell’ultimo trimestre del 2016. Un dato positivo in chiusura d’anno, in leggera crescita rispetto al trimestre precedente (Q3 2016: 57) e in lieve rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2015, quando aveva registrato quota 61, il picco più alto mai raggiunto dalla nostra nazione dal 2010. Ci confermiamo, però, sempre lontani dal resto dell’Europa (81): rimane alto il gap rispetto a Francia (66) e Spagna (86) e ancor di più verso Germania (101) e Gran Bretagna (102), in crescita rispettivamente di 3 punti e 1 punto nell’ultimo anno.

Rimane alta anche la consapevolezza della crisi da parte dei nostri connazionali. Sebbene sia pressochè stabile rispetto al Q3 del 2016, è in rialzo rispetto alla chiusura del 2015 la percentuale di coloro che ritiene il Paese in un periodo di recessione (Q4 2016: 85% vs Q4 2015: 80%). Gli italiani si dimostrano cauti relativamente alla capacità del Paese di uscire dalla crisi: solo il 15% (vs il 14% del Q4 2015) infatti è convinto che ne uscirà nei prossimi 12 mesi.

Segnali positivi, invece, per quanto riguarda i consumi. Si conferma infatti stabile la percentuale di coloro che ritengono sia il momento giusto per fare acquisti (19%), grazie alla percezione positiva degli italiani nei confronti delle proprie finanze personali. Sono il 25% degli intervistati infatti ad affermare che la propria situazione finanziaria migliorerà nei prossimi 12 mesi: risultato in crescita sia verso la chiusura del 2015 (23%) che verso il Q3 2016 (19%).

Si conferma invece sempre molto forte la propensione al risparmio degli italiani . Nonostante molti  affermino di utilizzare le proprie risorse economiche, una volta coperte le spese essenziali, per vacanze (Q4 2016: 32% vs Q4 2015: 30%), vestiti (31% vs 30%) e intrattenimento fuori casa (25% vs 23%), sono ancora molti (39%) coloro che metteranno nel salvadanaio le risorse ancora disponibili alla fine del mese.

Fra gli elementi che trainano questa prudenza tipica dei nostri connazionali sicuramente vanno sottolineate le incertezze legate alla posizione lavorativa. È proprio la sicurezza sul lavoro infatti la prima preoccupazione (18%), dato aggravato dalla convinzione dell’86% degli italiani, in aumento rispetto a un anno fa (79%), che tale condizione non migliorerà nei prossimi 12 mesi. La seconda preoccupazione riguarda invece l’economia (12%); anche se questo dato deve essere letto positivamente se si pensa che in Gran Bretagna è pari al 18% ed è ancora più alto in Spagna dove ha raggiunto quota 23% nell’ultimo trimestre. Meno importanti come percentuale, ma comunque fra le principali preoccupazioni degli italiani, l’immigrazione (8%), la salute (8%) e il terrorismo (7%).

Segnali positivi arrivano invece da parte di coloro che hanno modificato le proprie abitudini di spesa per poter risparmiare (52%); dato in forte dimuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q4 2015: 72%), confermando il trend in calo iniziato nel 2014. Tra le attività più utilizzate per controllare le uscite familiari innanzitutto gli italiani riducono le spese per i pasti take-away (62%, 3 punti in più rispetto allo scorso anno),  per l’acquisto di nuovi capi d’abbigliamento (57%) e per l’intrattenimento fuori casa (53%). Si conferma alta anche la percentuale di coloro che cerca di acquistare prodotti più economici al supermecato (51%), di spendere meno per vacanze/week end fuori porta (40%) e per le spese di gas ed elettricità (37%).

Ma gli italiani comunque si mostrano ottimisti e non appena le condizioni economiche miglioreranno affermano di voler ridurre significativamente le attività legate al risparmio che ora si trovano a dover affrontare. Saranno molti meno infatti coloro che cercheranno di ridurre le spese per i pasti take away (23%), il divertimento fuori casa (19%), l’acquisto di nuovi vestiti (19%) e per le vacanze (11%).

Non mancano quindi, nonostante le preoccupazioni, i segnali positivi da parte dei nostri connazionali che si dimostrano pronti ad incrementare i proprio consumi. Fondamentale saranno quindi gli interventi da parte del governo e la sicurezza che quest’ultimo riuscirà a garantire ai cittadini.

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