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A tavola con le carni bianche
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A tavola con le carni bianche

Le ricerche Nielsen sul comparto del fresco in Italia mostrano come il consumatore sia sempre più attento al tema del benessere:  il 46% degli intervistati dichiara di voler essere costantemente informato sul rapporto tra alimentazione e salute e il 58% sostiene di essere convinto che all’origine della maggior parte delle malattie ci sia un’alimentazione sbagliata.

Questo trend nazionale si riflette anche a livello globale: più di nove consumatori su dieci dichiarano di essere disposti a pagare di più per alimenti con attributi salutistici.

Tale scenario non appare poi così inaspettato se si pensa all’elevata attenzione mediatica sul comparto dei salumi (spesso associati a concetti di grasso, sale e colestorolo) e sul comparto delle carni (di recente sotto attacco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).

In questo scenario di allerta a soffrire di più sono i segmenti tradizionalmente più “grassi” quali wurstel, precotti e carni in scatola, mentre a beneficiare dei nuovi trend salutistici è sicuramente il comparto degli avicoli, percepito come più leggero, più magro e quindi più sano.

Il trend degli Elaborati Avicoli continua infatti la sua incessante crescita superando le 60.000 tonnellate di vendite in Distribuzione Moderna con un trend sull’anno precedente di +3.4%.

Il Peso Fisso, ad oggi, copre l’80% dei volumi generati in Distribuzione Moderna ed è in continua crescita (+13.8%), mentre il Peso Variabile, che copre il restante 20% dei volumi, cala del -20.1% confermando la dinamica di travaso della domanda e dell’offerta dal prodotto a peso variabile a quello venduto a peso fisso.

Sul segmento degli Elaborati crudi – che copre la metà dei volumi venduti dall’intero comparto – cresce del +2.9% con dinamiche differenti tra peso variabile (-17.6% a volume, incidendo per il 68% del comparto avicolo) e peso imposto (+17.8%, incidendo per il 45% dei volumi a peso fisso del comparto), mostrando anch’esso un continuo calo a favore del prodotto EAN.

Gli Elaborati panati cotti, invece, che rappresentano il 37% dei volumi del comparto avicolo, tengono a volume (+0.2%), ma perdono a valore a causa di  un calo del prezzo medio sui prodotti a peso fisso del 4% rispetto all’anno precedente. Sebbene abbiano un alto contenuto di servizio (trend in forte crescita a totale Grocery), sono considerati meno “sani” rispetto agli Elaborati non panati cotti che infatti crescono a doppia cifra  (+13,5% Vol.) anche grazie ad una battuta di cassa più contenuta, a fronte dei benefici legati al time saving per la preparazione. 

Il peso del mercato delle carni avicole sul totale dei consumi di carni in Italia è ancora basso rispetto alle medie europee e ricerche Nielsen mostrano che ad oggi c’è un grosso potenziale su questo comparto poichè l’abitudine al consumo è ancora poco diffusa.

Questo, unito ad un prezzo al kg sensibilmente più basso rispetto ad altre fonti proteiche come le carni rosse, sono buoni presupposti che ci portano ad avere aspettative positive sui trend del comparto anche nel 2016.