Il pubblico è più ampio e conta una percentuale di donne maggiore di quanto ci si potrebbe aspettare, e gli spettatori LGBTQ+ premiano i marchi che si schierano dalla loro parte.
L’anno scorso, una storia su due giocatori di hockey rivali che si innamorano è diventata uno dei titoli più chiacchierati della stagione. Ma il pubblico che ha seguito *Heated Rivalry* potrebbe sorprendere alcuni: sette spettatori su dieci erano donne. E in quello che sembra essere l’estremo opposto dello spettro, *The Hunting Wives*, con protagoniste donne texane armate di fucile che si innamorano a loro volta, raggiunge un pubblico anch’esso prevalentemente femminile, pari al 68%. Questo si rivela essere la regola piuttosto che l’eccezione. Tra i titoli in streaming incentrati su tematiche LGBTQ+ o con personaggi LGBTQ+ di primo piano, il pubblico è più giovane, più femminile e più mainstream di quanto ci si potrebbe aspettare.
Nel primo trimestre del 2026, il pubblico di *Call Me by Your Name* era composto per il 68% da donne, e quasi la metà di queste aveva meno di 35 anni. Il pubblico di *Red, White & Royal Blue*era composto per il 61% da donne. Questo andamento non dipende da quale storia d’amore venga raccontata. *A League of Their Own* ( la serie in streaming di Prime Video) e *Harlem* hanno raggiunto entrambe un pubblico composto per l’81% da donne, mentre *Yellowjackets*, un thriller acclamato dalla critica che include una trama queer, ha registrato una quota di pubblico femminile pari al 65%.
A prescindere dalla dinamica della storia d’amore, il romanticismo è un genere popolare in tutti i media ed è trainato soprattutto dalle donne, che secondo un recente studio Nielsen hanno il 46% di probabilità in più di essere appassionate del genere. Inoltre, il 44% delle donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni è alla ricerca di contenuti che rappresentino identità diverse dalla propria. I contenuti LGBTQ+ stanno diventando sempre più mainstream e attraggono un pubblico che i marchi stanno già cercando con grande impegno.

Allo stesso tempo, però, non si tratta di un fenomeno omogeneo. Sebbene le storie d’amore attraggano in modo particolare le donne, un nucleo di spettatori maschi altamente coinvolti costituisce un altro segmento importante della narrativa queer, offrendo ai marchi un canale diretto verso un pubblico maschile profondamente fedele.

Se si analizzano questi titoli in streaming dal punto di vista delle famiglie composte da coppie dello stesso sesso, emerge un quadro più articolato. Più un titolo pone al centro una trama queer, maggiore è il numero di spettatori che lo segue con attenzione. Titoli di spicco come *Heated Rivalry*, *Boots* e *Overcompensating* riescono tutti in un’impresa rara: conquistano un pubblico ampio e mainstream, registrando al contempo un indice di ascolto superiore alla media tra le famiglie composte da coppie dello stesso sesso.

Come reagisce il pubblico LGBTQ+ alla pubblicità
Gli adulti LGBTQ+ vivono già in un mondo in cui lo streaming è prioritario, i social sono parte integrante della vita quotidiana e i contenuti sono supportati dalla pubblicità. Lo streaming gratuito supportato dalla pubblicità raggiunge il 67% della comunità rispetto al 55% di tutti gli adulti; l’audio supportato dalla pubblicità e gli abbonamenti tematici registrano risultati superiori alla media; sui social media, la comunità presenta indici di utilizzo più elevati su Tumblr, Snapchat, Reddit e TikTok. Le persone LGBTQ+, in breve, si trovano esattamente dove gli inserzionisti stanno cercando di arrivare. Il loro rapporto con la pubblicità premia l’impegno. Gli spettatori LGBTQ+ effettuano acquisti a un tasso notevolmente più elevato quando uno spot pubblicitario si guadagna il proprio spazio. Quando lo spot è circondato da contenuti diversificati, il 32% degli intervistati LGBTQ+ dichiara di avere intenzione di acquistare, rispetto al 21% di tutti gli adulti. La pubblicità televisiva in streaming, in particolare, trova grande riscontro tra il pubblico LGBTQ+. I dati Nielsen mostrano che le donne lesbiche (34%) e gli uomini gay (33%) registrano indici significativamente più elevati per quanto riguarda gli acquisti effettuati sulla base di annunci pubblicitari televisivi in streaming rispetto al pubblico generale (28%).

Il Pride Month è il periodo in cui gran parte del settore rivolge la propria attenzione al pubblico LGBTQ+, ma la storia più significativa è quella che i numeri raccontano durante tutto l’anno. Questi titoli sono molto richiesti, il desiderio di raccontare queste storie è ben documentato e il pubblico premia i marchi che vi compaiono a giugno, così come in tutti i mesi precedenti e successivi.
I dati relativi al pubblico dello streaming provengono dalla rilevazione Nielsen sullo streaming, Live+7, Total US, persone di età superiore ai 18 anni, per il periodo compreso tra il 29 dicembre 2025 e il 29 marzo 2026, su due insiemi di titoli selezionati secondo gli stessi criteri. I dati relativi a genere ed età a livello di titolo riflettono il pubblico totale dello streaming per ciascun titolo, ovvero tutti gli spettatori, non specificatamente gli spettatori LGBTQ+. I dati sulla ricettività pubblicitaria provengono dallo studio Nielsen “Attitudes on Ads”. I dati relativi alle piattaforme e ai comportamenti sui social provengono da Scarborough USA+ 2025. Le misurazioni relative al fandom, all’identità e al comportamento d’acquisto provengono da Nielsen Advanced Audience Attitudes, 2025. Il termine «nuclei familiari con coppie dello stesso sesso» si riferisce a nuclei composti da due adulti dello stesso genere e funge da indicatore misurabile per le famiglie LGBTQ+. Non tiene conto dell’identità individuale né identifica quale membro del nucleo familiare stia guardando il contenuto. I valori dell’indice confrontano la quota di un gruppo sul pubblico di un titolo con la sua quota sul totale dello streaming. Le dimensioni del campione relativo alle coppie dello stesso sesso sono inferiori per diversi titoli rivolti a un pubblico femminile; pertanto, tali confronti vanno interpretati soprattutto come indicativi.



